E' perciò
il "culto di Compostella" il primo motore della Confraternita.
Questo culto, giunto nel Borgo portato dai marinai levatesi delle galee
di Genova, perderà via via quel carattere iniziatico che aveva
nel luogo di origine, pur restando esclusivo di una consorteria di gente
di mare; ad esso, poco dopo, si sovrapporrà l'ondata dei Flagellanti,
indi, al principio del secolo quindicesimo, giungeranno a Levanto quei
Bianchi, l'esaurirsi del cui pellegrinaggio avrà come risultato
l'allargamento della cerchia umana della Confraternita e l'inserimento
di quest'ultima in seno alla Chiesa cattolica, come realtà attiva
ed operante.
E' del
1409 la prima notizia di carattere documentale sulla Confraternita di
San Giacomo: essa si concretizza in un'iscrizione figurante sul "Libro
dei Conduttori dei Stabili dell'Oratorio di San Giacomo", ivi riportata
da un registro di epoca anteriore ed andato distrutto.
Il 23
giugno del 1600, dopo 15 anni di lavori, S. Ecc. Giovanni Battista Salvago,
consacrò il nuovo Oratorio della Confraternita. In precedenza
il sodalizio aveva la propria sede sul Colle della Costa, sul lato destro
della Chiesa intitolata alla Vergine omonima.
Nella
vita religiosa grande rilievo hanno sempre avuto i riti connessi colla
Passione, Morte e Resurrezione del Cristo, i quali riti si svolgevano
nel corso della Settimana Santa ed erano preceduti, la Domenica di Passione,
dalla solenni Quarantore.
La sera del Mercoledì Santo aveva luogo il cosiddetto "Officio
delle tenebre". Il pomeriggio del Giovedì Santo si aveva
il rito della "Lavanda dei Piedi" e la sera la processione
delle "Casacce", che vedeva i confratelli in cappa e cappuccio
bianco visitare i sepolcri (ora altari della reposizione) eretti nella
Chiesa parrocchiale, alla Santissima Annunziata e nelle sedi degli altri
ordini religiosi.
Verso la metà del secolo diciottesimo, dopo una predicazione
di San Leonardo da Porto Maurizio, ebbe origine il pellegrinaggio al
Santuario di Soviore, il quale è ancora oggi una delle tradizioni
più care per i levatesi (ha luogo il Lunedì di Pentecoste).
Agli anni immediatamente successivi al 1814 risale il culto di Sant'Erasmo,
con un triduo e una festa solenne il giorno dedicato a tale Santo (festa
ora non più officiata)
Con i moti rivoluzionari francesi la Confraternita viene privata della
sua sede e del reddito dei propri beni, solo nel 1814, nel giorno della
Festa di San Giacomo, l'Oratorio venne riaperto, e solo nel 1818 rientrava
in possesso dei propri beni immobili. Nel 1890 le confraternite che
avevano come solo fine lo "spettacolo" di funzioni religiosa,
vennero private del carattere di pubblica utilità.
Dalla visita pastorale a Levanto del vescovo Diocesano Rosati nel 1872
si apprende come i confratelli in occasione della processione del Corpus
Domini indossassero, sulla cappa di lino bianco, una mantella di velluto
rosso, mentre per i funerali dei membri del sodalizio, il colore di
tale capo di vestiario risultasse essere il nero. (attualmente in uso
solo per la Commemorazione dei Defunti).
A seguito
dei Patti Lateranensi, nel 1932, la Confraternita di San Giacomo si
diede uno Statuto, approvato, il 3 settembre dello stesso anno, dal
Vescovo Diocesano Giovanni Costantini.
Scopi fondamentali della Confraternita erano "la maggior gloria
di Dio e dei Santi, il vantaggio spirituale e materiale dei confratelli,
l'aiuto al ministero parrocchiale".
Le pratiche devozionali prevedevano la celebrazione solenne della festa
del santo Patrono, la celebrazione delle Quarantore, l'officiatura di
una Messa cantata per i confratelli defunti, la celebrazione della Messa
ogni domenica e giorno festivo.
Il sodalizio era retto da un Priore e dal Consiglio Direttivo; membri
della Confraternita potevano essere i parrocchiani d'ambo i sessi, superiori
a 15 anni di età.
Con gli
anni sessanta, con il passaggio da una società agricola ad una
a prevalente carattere industriale, oltrechè per i mutamenti
introdotti nella liturgia dal Concilio Vaticano II e dai successivi
e conseguenti dettati ecclesiastici, la vita della Confraternita andò
mutandosi, ma nonostante le emergenti difficoltà il sodalizio
è sopravvissuto fino ai giorni nostri.
Attualmente
il sodalizio è composto da un centinaio di confratelli, è
retto da un Priore, 2 Vice Priori, un Segretario e un Tesoriere, Direttore
Spirituale è il Parroco di Levanto: lo Statuto è stato
rinnovato nel 1989
La vita religiosa vede la celebrazione della Festa della Presentazione
del Signore, la "Candelora", il 2 di febbraio; secondo tradizione
antica il sabato e la domenica antecedenti la Domenica delle Palme vengono
celebrate le Quarantore; la Settimana Santa è preceduta dalla
Processione delle Palme la Domenica di Passione, il Giovedì e
il Venerdì Santo ha luogo la visita all'"Altare della Reposizione"
e il Giovedì Santo, in richiamo alla ultracentenaria storia della
Confraternita, ha luogo la processione delle "Casaccie".
Il lunedì di Pentecoste, secondo tradizione, ci si reca in pellegrinaggio
al Santuario di Soviore, sopra Monterosso.
La Confraternita partecipa alla processione del Corpus Domini e alla
Festa di San Giovanni Battista patrono di Genova e a tutte le processioni
organizzate dalla confraternite della Diocesi e a quelle alla quale
è invitata.
Dall'anno della sua istituzione ha sempre partecipato al raduno annuale
delle confraternite liguri, che si tiene tra la fine di aprile e di
maggio in città del nord Italia. La Festa del Santo Patrono viene
celebrata solennemente il 25 Luglio, inserendola nel contesto della
Festa del Mare (festa introdotta dalla Confraternita nel 1969, per celebrare
quello che si pensava essere il 560° anno di fondazione).
Tutti i sabati di luglio e agosto viene celebrata alle 21 la Messa in
Oratorio e in estate vengono organizzate conferenze e concerti.
In ottobre il sodalizio partecipa alla processione della Madonna della
Salute, in novembre viene officiata la Messa in commemorazione dei confratelli
defunti, l'anno si chiude con la partecipazione alle celebrazioni per
la nascita di Gesù Cristo Nostro Signore.
L'attività
è molto articolata e abbraccia i 365 giorni dell'anno. I problemi
nascono dal fatto che con il mutare delle esigenze e richieste lavorative
buona parte dei confratelli vive e lavora fuori Levanto, i marinai e
la gente di mare una volta asse portante del sodalizio, di fatto rappresentano
ormai un ricordo, grossissime difficoltà per mancanza di ricambi
sta attraversando la squadra dei "cristezzanti" alla quale
spetta l'onore di portare in processioni i maestosi cristi lignei, orgoglio
delle tradizionali confraternite liguri; di recente si è assistito
ad un maggior apporto attivo della componente femminile, tradizionalmente
estranea alla vita della Confraternita.
Negli
ultimi intensi 5 anni il sodalizio si è adoperato per restaurare
l'Oratorio di San Giacomo, molto è stato fatto ma moltissimo
rimane ancora da fare, ma consci dell'antichissima tradizione da mantenere
e dal vivo ricordo dei nostri antenati, ci apprestiamo, fiduciosi nel
Signore, alle sfide del Terzo Millennio.